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Dolce Vitaj: Dadamaino – mostra d’arte

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Dadamaino (Edoarda Emilia Maino, Milano 1930 – Milano 2004) è stata una delle figure fondamentali dell’arte italiana del secondo Novecento.

Si dedicò all’arte, grazie all’attrazione per la pittura, dopo che aveva conseguito la Laurea in medicina.

La sua adesione ai gruppi Azimuth e ZERO, e la sua affinità con figure spazialiste e minimaliste, come Lucio Fontana, Piero Manzoni e Yves Klein, approfondirono il suo interesse per il rapporto tra opera d’arte e spazio circostante, portandola a esplorare forma, vuoto e percezione come soggetti autonomi.

Nel 1961, durante una mostra collettiva nei Paesi Bassi, il suo nome fu inavvertitamente scritto come un’unica parola – Dadamaino – una forma che avrebbe adottato ufficialmente dal 1963-64 in poi.

Nel 1962 espose allo Stedelijk Museum di Amsterdam, insieme ai principali protagonisti del gruppo Nul, e nello stesso anno aderì al neonato movimento Nouvelle Tendance, che comprendeva Getulio Alviani, Bruno Munari, Jesús Rafael Soto ed Enzo Mari.

Dagli anni Settanta in poi, Dadamaino si dedica alla sperimentazione legata all’Op Art, creando dipinti basati su oscillazioni visive e illusioni strutturate. Negli anni Ottanta la sua ricerca si sposta verso la semiotica: inizia a disegnare ossessivamente su carta e tela segni minuti, pseudo-lettere e simboli simili a ideogrammi.

Dadamaino è una delle artiste moderne italiane più apprezzate al mondo, con suoi lavori presenti in importanti musei e collezioni: Centre Pompidou di Parigi, Tate Modern di Londra, Philadelphia Museum of Art, Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, MAMbo di Bologna, Museo del Novecento di Milano e la Galleria di Arte Moderna di Torino.

Ha partecipato due volte alla Biennale di Venezia, nel 1980 e 1990. È stata inoltre inclusa, nella Biennale, nel 2022, nella mostra collettiva The Milk of Dreams – Il latte dei sogni.

Partecipò alla rassegna internazionale Documenta 6 a Kassel, in Germania, nel 1977. 

Dadamaino è inoltre un artista che è stata esposta nella Collezione Arte Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano.

L’esposizione, curata da Simone Frittelli, è una delle iniziative di maggior rilievo della XIX. edizione del festival italiano in Slovacchia “Dolce Vitaj”.

I suoi quadri sono bandiere di un nuovo mondo, sono un nuovo significato: non si accontentano di “dire diversamente“: dicono nuove cose» Piero Manzoni

Il vuoto non è un nulla, è un’entità diversa, uno spazio che si apre” Dadamaino

Inaugurazione giovedì 28 maggio 2026, ore 17:00.

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura Bratislava
  • In collaborazione con: Považská galéria umenia v Žiline, Frittelli Arte Contemporanea, Archivio Dadamaino