Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Giornata del Contemporaneo Italiano - Drops#3

Data:

08/12/2021


Giornata del Contemporaneo Italiano - Drops#3

In occasione della XVII Giornata del Contemporaneo Italiano, l’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava e AlbumArte vi propongono la visione di Drops#3, una selezione di tre opere di video-arte di altrettante giovani artiste italiane, che verrà trasmessa online sul canale Facebook dell’Istituto a partire da mercoledì 8 dicembre.

Nella loro ideazione ed esecuzione, attraverso una rappresentazione che passa dalla poesia alla crudezza, i video offrono uno sguardo al femminile su alcuni temi cruciali della vita contemporanea: l’illusione del controllo, che nel suo perdersi può diventare quasi una liberazione; la violenza insita nella rigidità delle aspettative sociali; la trappola nascosta nella rassicurazione offerta dalle cose più familiari.

 

Sonia Andresano - peso leggero, 2018, 3'32''

In questo video non esiste una vera e propria narrazione, ho voluto descrivere un’apparizione inconsueta, un capovolgimento surreale. Una visione improvvisa e fulminante, in una città dove non ho mai vissuto, mi ha restituito la chiave di lettura dei miei innumerevoli traslochi, spostamenti e trasferimenti nel corso degli anni. Trasformare in leggerezza sospesa il pesante fardello, fisico ed emotivo, di una logistica movimentata contribuisce ad alleviare il disagio del bagaglio, sempre troppo ingombrante. L’ossimoro del titolo, nella sua voluta indefinitezza descrive uno stato d’animo e fornisce un suggerimento a capovolgere i risultati delle esperienze, possibilmente a nostro favore. (Sonia Andresano)

Sonia Andresano ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma e conseguito la laurea in Storia dell’Arte presso l’Università Sapienza di Roma. Nei suoi lavori tematiche come l’attesa, il viaggio, il nomadismo e il cambiamento raccontano aspetti personali in continuo divenire. Le sue opere spaziano dalla scultura al video, dalla performance alla fotografia. Nel 2017 vince il primo premio all’Apulia Land Art Festival. Tra le mostre più importanti: Allegra ma non troppo, AlbumArte, Roma, 2020; Permesso di sosta e fermata, Atelier d'Artista, Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali, Roma, 2020; GruGame, Spazio_duale, Pastificio Cerere, Roma, 2020; Che ci faccio qui?, visualcontainer [.BOX] Videoart project space, Milano, 2019; Crescit eundo, Festival Art+b=love(?), Ancona, 2019; Peso Leggero, AlbumArte, Roma, 2018. Nel 2019 è finalista del premio Un’opera per il castello presso Castel Sant’Elmo, Napoli. Recentemente è stata artista in residenza a Viafarini, Milano. Le sue opere sono state acquisite dall’Archivio Video di Careof, Milano.

 

Silvia Giambrone - Teatro Anatomico, 2012, 5'11'' (registrazione di performance, courtesy of the artist and Richard Saltoun Gallery London)

(si consiglia la visione a un pubblico non facilmente impressionabile)

La performance Teatro anatomico fa parte di una più ampia indagine sulla pratica del ricamo, pratica storicamente rilevante tra le cosiddette “arti femminili”. Considerata oggi preziosa perché parte di un mercato artigianale di importante valore economico, il ricamo rappresenta una competenza straordinaria, maturata dall’esercizio di pratiche coercitive incarnando la forte ambiguità che talvolta la cultura promuove con l’ausilio della bellezza. Se, per un verso, il ricamo era una delle poche espressioni creative concesse alla donna, per un altro verso bene rappresentava l’adesione inconsapevole delle donne stesse ad una precisa cultura del genere. (Silvia Giambrone)

Silvia Giambrone vive e lavora tra Roma e Londra. Opera con performance, installazione, scultura, video e suono. La sua ricerca è incentrata sulle forme sotterranee di assoggettamento. Negli ultimi quattro anni vince numerosi premi e partecipa a molteplici conferenze e residenze in Europa e Stati Uniti. È ambasciatore per Kaunas, città europea della cultura 2022. Vince il Premio VAF 2019. Alcune tra le sue mostre più significative includono: Io dico io, La Galleria Nazionale, Roma, 2021; Nobody’s room, Museo del Novecento, Milano, 2020; Mascarilla19, MAXXI, Roma, 2020; Mascarilla 19, Palazzo Grassi, Venezia, 2020; Sovvertimenti, Museo Novecento, Firenze, 2019; Young Italians 1968 – 2018, Italian Institute of Culture, New York City, 2018; Time sì out of Joint,LaGalleria Nazionale, Roma, 2017; W Women in Italiane Design, Triennale di Design, Milano, 2016; A terrible love of war, Kaunas Biennale, Lituania, 2015.

 

Rita Mandolini - Entro un minuto, 2014, 1'

Entro un minuto nasce dall’esigenza di agire in un particolare momento di “stasi” forzata della mia vita. L’azione si svolge in casa, in uno spazio esiguo, entro ed annaspo con i miei piedi per un minuto in un ammasso di farina e colorante per dolci. La tentazione di rimanere a contatto con qualcosa di apparentemente accogliente, familiare e rassicurante è forte, mi riprometto di sostare per poco, ma non riesco ad uscirne. I passi incerti sono accompagnati dal ticchettio di vari timer da cucina, ognuno con toni e ritmi differenti. Il video ha la durata di un minuto. Credo che la ripetizione di quella azione, benché accaduta anni prima, non avrà mai una collocazione temporale definitiva (Rita Mandolini).

Rita Mandolini nasce a Roma, dove vive e lavora. Si è diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Memorie sepolte, spazi circoscritti come l’interno del corpo e l’ambiente domestico sono i suoi campi d'azione preferiti. Pur utilizzando diversi linguaggi, la matrice del suo lavoro è inevitabilmente pittorica, in cui assenza di luce, potenzialità del nero, lentezza e attesa sono gli strumenti che utilizza. Tra le mostre personali: Disturbo di conversione, Galleria B.Lisi, Roma, 2019; Non ti faccio uscire non ti lascio entrare, Galleria Gallerati, Roma, 2018; Nero Roma, Roy Alexander Art Gallery, Los Angeles, 2015. Tra le collettive: AlbumArte | Virtual Exhibition DA CASA, 2020; AlbumArte 20x20, Albumarte, Roma, 2019; Fuori 8, Galleria Gallerati, Roma, 2019; Contestare l’ovvio, MLAC, Università Sapienza, Roma, 2017; Muse ispiratrici per artiste ispirate, Albergo Capitol, Crotone, 2015; Naked Lights, Teatro Tor di Nona, Roma, 2015; Dialoghi spuri in quattro atti, Atto II, Sartoria Teatrale di M.Poli, Firenze, 2015.

 

AlbumArte, fondato e diretto da Cristina Dinello Cobianchi, è uno spazio indipendente no-profit per l’arte contemporanea a Roma. La sua attività è focalizzata sulla scoperta e la valorizzazione di nuove voci, così come di artisti affermati, del panorama contemporaneo italiano, anche in collaborazione con le scene estere, fra cui quella slovacca. Nel 2020 ha vinto l’ottava edizione dell’Italian Council con la pubblicazione AllBoom Arte (edizioni Quodlibet), che documenta i dieci anni d’attività.

Informazioni

Data: Da Mer 8 Dic 2021 a Sab 11 Dic 2021

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura e AlbumArte

In collaborazione con : AMACI

Ingresso : Libero


Luogo:

online

1318